Abraham H. Maslow
Religioni, valori ed esperienze di picco
Per molti, Abraham H. Maslow è l’autore di una piramide diventata icona del management e della crescita personale. Ma Religioni, valori ed esperienze di picco è il libro che mostra tutto ciò che quella piramide non riesce a contenere – e che per decenni è rimasto ai margini del suo pensiero più noto. Scritto negli anni Sessanta, in un’epoca attraversata da crisi politiche, culturali e spirituali non meno radicali delle nostre – e fino ad oggi inedito in Italia – questo testo è il tentativo più audace di Maslow: pensare la trascendenza senza teologia, il sacro senza rinunciare alla scienza.
Al centro ci sono le esperienze di picco – momenti in cui l’essere umano oltrepassa la logica e accede a qualcosa che Maslow chiama semplicemente Essere. È qui che il libro incrocia una questione oggi tornata centrale, ovvero che le esperienze di picco non sono un’esclusiva dei mistici o dei santi: possono emergere nell’arte, nell’amore, nella meditazione, e talvolta in quegli stati di coscienza non ordinari che negli anni Sessanta venivano esplorati – con entusiasmo e ingenuità – attraverso le sostanze psichedeliche.
Così, senza cedere alla retorica della scorciatoia chimica, Maslow intuisce ciò che la ricerca contemporanea sta tornando a interrogare: che certe esperienze di trascendenza non siano illusioni patologiche, ma possibilità strutturali della mente umana. Riletto oggi, nell’epoca del rinascimento psichedelico e delle neuroscienze, questo libro appare sorprendentemente profetico. Maslow mette in guardia contro l’uso ingenuo dell’estasi, contro la riduzione dell’esperienza a consumo, contro l’illusione che basti un momento straordinario a trasformare una vita. Il vero nodo infatti non è l’esperienza in sé, ma ciò che ne rimane: la capacità di abitare il mondo in modo più integrato, più compassionevole, più autenticamente umano.


